Supporto psicologico in italiano, inglese, francese.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia (n.32140)

Il Mio Approccio
Il mio lavoro si fonda sui principi della psicoanalisi relazionale, un approccio del profondo che attribuisce grande valore alla relazione autentica e collaborativa tra professionista e paziente. In questo spazio di incontro, la relazione non è solo il contesto del lavoro clinico, ma uno strumento attivo di comprensione e cambiamento.
Ciò che per me conta di più, nel lavoro terapeutico, è incontrare e accogliere la persona nella sua unicità. Ogni individuo porta con sé una storia, un modo personale di sentire, di soffrire e di dare significato a ciò che vive. Il mio obiettivo è aiutare la persona a dare voce ai propri vissuti e a comprenderli alla luce della propria storia, delle proprie risorse e fragilità.
Il mio approccio è responsivo e centrato sulla persona. Questo significa che non lavoro seguendo protocolli rigidi o interventi standardizzati, ma adatto costantemente i miei interventi ai bisogni, ai limiti e alle priorità specifiche di ciascun paziente.
Credo che il sintomo non sia mai “il vero problema”, ma piuttosto la manifestazione di un disagio più profondo. Spesso è un segnale, un campanello d’allarme, o una modalità dolorosa che mente e corpo trovano per esprimere una sofferenza che non ha ancora trovato parole. Interventi che mirano esclusivamente a eliminare il sintomo possono offrire un sollievo temporaneo, ma rischiano di non affrontare ciò che lo ha generato, esponendo la persona a ricadute o a nuove forme di sofferenza nel momento in cui la vita presenterà nuove difficoltà. Nel mio lavoro, cerco invece di ascoltare il disagio sottostante, di accoglierlo e di aiutarlo a esprimersi in modo che possa diventare trasformativo, piuttosto che distruttivo.
Ogni volta che incontro un nuovo paziente, è come se aprissi una nuova stanza nella mia mente e nel mio cuore. È uno spazio offerto alla persona: un luogo in cui potersi fermare, appoggiarsi e, gradualmente, alleggerirsi dal peso della sofferenza e delle paure. In questo spazio ci incontriamo e lavoriamo insieme verso un obiettivo condiviso: il benessere e la crescita della persona.
Quando entro in questa “stanza”, lascio fuori giudizi e preconcetti. Porto con me, invece, un solido bagaglio di conoscenze cliniche e scientifiche e diverse tecniche di intervento, alle quali attingo di volta in volta in base ai bisogni specifici di ogni paziente.
Il lavoro terapeutico è un processo condiviso. Al paziente chiedo la disponibilità a fidarsi e ad affidarsi a un percorso di scoperta di sé. Il mio compito è offrire presenza, sostegno e stabilità in un cammino che può essere faticoso, ma che apre sempre a nuove possibilità di comprensione, crescita e cambiamento.
In poche parole, il mio approccio terapeutico si basa su tre elementi fondamentali:
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La Responsività: Cogliere i bisogni del paziente momento per momento e rispondere in modo attento, collaborativo e personalizzato.
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La Collaborazione: Sebbene io sia formata ed esperta in salute mentale, il paziente è il principale esperto di sé e della propria esperienza. Il lavoro psicologico è quindi un percorso di collaborazione, in cui cerchiamo insieme di comprendere che significato assumono sintomi, pensieri ed emozioni per quella persona specifica.
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La Relazione: All’interno della relazione terapeutica possono nascere nuovi modi di stare con se stessi e con gli altri. Attraverso un rapporto basato su fiducia, accettazione e rispetto reciproco, è possibile fare esperienza di modalità relazionali più autentiche e più sane. Queste esperienze non restano confinate allo spazio terapeutico, ma possono gradualmente essere portate anche nelle relazioni della vita quotidiana. In questo senso, la relazione terapeutica è sia uno spazio sia uno strumento di cambiamento e di guarigione.