Psicoterapeuta in Formazione, Consulente in Sessualità,
Iscritta all'Albo Unico Nazionale
degli Psicologi, n 11038.
​
​
​

Il Mio Approccio
Il mio lavoro si fonda sui principi della psicoanalisi relazionale, un approccio del profondo che attribuisce grande valore alla relazione autentica e collaborativa tra professionista e paziente. In questo spazio di incontro, la relazione non è solo il contesto del lavoro clinico, ma uno strumento attivo di comprensione e cambiamento.​​
​
Ciò che per me conta di più, nel lavoro terapeutico, è incontrare e accogliere la persona nella sua unicità. Ogni individuo porta con sé una storia, un modo personale di sentire, di soffrire e di dare significato a ciò che vive. Il mio obiettivo è aiutare la persona a dare voce ai propri vissuti e a comprenderli alla luce della propria storia, delle proprie risorse e fragilità.
Il mio approccio è responsivo e centrato sulla persona. Questo significa che non lavoro seguendo protocolli rigidi o interventi standardizzati, ma adatto costantemente i miei interventi ai bisogni, ai limiti e alle priorità specifiche di ciascun paziente.
​
Credo che il sintomo non sia mai “il vero problema”, ma piuttosto la manifestazione di un disagio più profondo. Spesso è un segnale, un campanello d’allarme, o una modalità dolorosa che mente e corpo trovano per esprimere una sofferenza che non ha ancora trovato parole. Interventi che mirano esclusivamente a eliminare il sintomo possono offrire un sollievo temporaneo, ma rischiano di non affrontare ciò che lo ha generato, esponendo la persona a ricadute o a nuove forme di sofferenza nel momento in cui la vita presenterà nuove difficoltà. Nel mio lavoro, cerco invece di ascoltare il disagio sottostante, di accoglierlo e di aiutarlo a esprimersi in modo che possa diventare trasformativo, piuttosto che distruttivo.
​
Ogni volta che incontro un nuovo paziente, è come se aprissi una nuova stanza nella mia mente e nel mio cuore. È uno spazio offerto alla persona: un luogo in cui potersi fermare, appoggiarsi e, gradualmente, alleggerirsi dal peso della sofferenza e delle paure. In questo spazio ci incontriamo e lavoriamo insieme verso un obiettivo condiviso: il benessere e la crescita della persona.
Quando entro in questa “stanza”, lascio fuori giudizi e preconcetti. Porto con me, invece, un solido bagaglio di conoscenze cliniche e scientifiche e diverse tecniche di intervento, alle quali attingo di volta in volta in base ai bisogni specifici di ogni paziente.
Il lavoro terapeutico è un processo condiviso. Al paziente chiedo la disponibilità a fidarsi e ad affidarsi a un percorso di scoperta di sé. Il mio compito è offrire presenza, sostegno e stabilità in un cammino che può essere faticoso, ma che apre sempre a nuove possibilità di comprensione, crescita e cambiamento.
In poche parole, il mio approccio terapeutico si basa su tre elementi fondamentali:
-
La Responsività: Cogliere i bisogni del paziente momento per momento e rispondere in modo attento, collaborativo e personalizzato.
-
La Collaborazione: Sebbene io sia formata ed esperta in salute mentale, il paziente è il principale esperto di sé e della propria esperienza. Il lavoro psicologico è quindi un percorso di collaborazione, in cui cerchiamo insieme di comprendere che significato assumono sintomi, pensieri ed emozioni per quella persona specifica.
​
-
La Relazione: All’interno della relazione terapeutica possono nascere nuovi modi di stare con se stessi e con gli altri. Attraverso un rapporto basato su fiducia, accettazione e rispetto reciproco, è possibile fare esperienza di modalità relazionali più autentiche e più sane. Queste esperienze non restano confinate allo spazio terapeutico, ma possono gradualmente essere portate anche nelle relazioni della vita quotidiana. In questo senso, la relazione terapeutica è sia uno spazio sia uno strumento di cambiamento e di guarigione.